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domenica 25 maggio 2014

Ford Model T

(pag.956) “Di solito nel garage dei Vyalov c’erano tre auto: la Packard, la Ford Model T di Lev e una Hudson blu utilizzata dai gorilla di Josef.”
  
[foto: Wikipedia Ford Model T del 1920]

lunedì 5 maggio 2014

Renault limousine

(pag.672) “Grigorij immaginò che quella sciocca proposta venisse liquidata con fermezza, invece gli altri ministri l’accettarono, pur senza troppa convinzione. A quel punto scattò in piedi e, senza un attimo di riflessione, disse: «Allora io accompagnerò i ministri come osservatore del soviet di Pietrogrado».
«Molto bene, molto bene» assentì Kerenskij stancamente.
Lasciarono il palazzo da una porta laterale e salirono su due limousine Renault in attesa.”

[foto: herkomer-konkurrenz.de Renault Limousine del 1914]

venerdì 2 maggio 2014

Mercedes 37/95 Torpedo

(pag.611) “Walter von Ulrich sognava di trovarsi su una carrozza a cavalli, diretto a un incontro con Maud. La vettura, lanciata a folle velocità giù per una collina, sobbalzava sul fondo stradale accidentato. Lui gridava: “Piano! Piano!” ma il cocchiere non lo sentiva, assordato dal rumore degli zoccoli che curiosamente ricordava quello del motore di una macchina. Malgrado questa stranezza, Walter era terrorizzato che la carrozza, ormai fuori controllo, si schiantasse impedendogli di raggiungere Maud. Cercava di ordinare al cocchiere di rallentare, e lo sforzo per gridare lo svegliò.
In realtà era a bordo di un’automobile, una Mercedes 37/95 Torpedo, che viaggiava a velocità moderata su una strada piena di buche della Slesia.”

[foto: nethercuttcollection.org Mercedes 37/95 Phaeton-Torpedo del 1913]


mercoledì 23 aprile 2014

Packard Twin Six

(pag.443) “L’auto di Vyalov era una Packard Twin Six nuova di zecca, una limousine per sette passeggeri. Gli altri chauffeur erano colpiti: quel modello era stato lanciato sul mercato solo qualche settimana prima e il suo motore a dodici cilindri era invidiato addirittura da chi guidava una Cadillac V8.”

[foto: www.conceptcarz.com Packard Twin Six del 1916]

martedì 22 aprile 2014

Hudzon

(pag.433) “Quando lo videro dolorante e senza forze, lo trascinarono giù per la scala e fuori dall'edificio. Una Hudson blu aspettava accostata al marciapiede con il motore acceso. Gli uomini aprirono la portiera posteriore e gettarono Lev sul fondo. Due di loro si sedettero calpestandolo con i piedi, il terzo si mise alla guida.”

[foto: oldcarbrochures.org Hudzon del 1915]

lunedì 21 aprile 2014

Renault taxi e "i taxi della Marna"

 (pag.386) “«Generale[…]non abbiamo abbastanza treni per trasportarli tutti là entro stasera.» [per trasportare i soldati al fronte].
«Allora usate le auto» replicò Gallieni.
«Le auto?» Dupuys sembrava perplesso. «Dove troveremo così tante auto?»
«Noleggiate dei taxi!»
«Telefonate al capo della polizia» aggiunse Gallieni. «Ditegli di ordinare ai suoi uomini di fermare tutti i taxi circolanti in città, di buttare giù a calci i passeggeri e di mandare qui gli autisti. Riempiremo le vetture di soldati e le manderemo sul campo di battaglia.»
[..]  Non dovette aspettare a lungo. Dopo qualche minuto una Renault rossa adibita a taxi attraversò il ponte Alessandro III, girò attorno al grande prato ornamentale e parcheggiò di fronte all’edificio principale. Fu seguita da altre due auto, poi da una decina, poi da un centinaio. Nel giro di un paio d’ore parecchie centinaia di taxi rossi identici erano posteggiati all’Hotel des Invalides.”

[foto: Wikipedia Renault Type AG]


["Taxis of the Marne", quadro di Brian Sanders]

(6 settembre 1914)

sabato 19 aprile 2014

Cadillac

(pag.374) “La sua Cadillac azzurra era parcheggiata vicino al marciapiede. Sopra il cofano sventolava una piccola Union Jack, la bandiera britannica. C’erano poche auto private per le strade e la maggior parte aveva una bandiera, di solito un Tricolore o una Croce rossa, per dimostrare che venivano impiegate per attività di guerra essenziali.
Per fare arrivare da Londra l’auto era dovuto ricorrere a tutte le sue conoscenze e aveva speso una piccola fortuna in bustarelle, ma era contento di essersi preso la briga di farlo: ogni giorno, infatti, doveva spostarsi fra il quartier generale inglese e quello francese, ed era un sollievo non dover chiedere in prestito, supplicando, una macchina o un cavallo dai militari già sotto pressione.
Premette l’accensione automatica e il motore si avviò.”

L’accensione automatica delle automobili fu inventata nel 1912 ad opera della Cadillac. Precedentemente le automobili avevano avviamento a manovella.




[foto: carsguide.com.au Cadillac Model 30, 1912]

[avviamento]


lunedì 14 aprile 2014

Benz 10/30

(pag.317) “Un centinaio di metri più in là, dall’altra parte della strada, c’era un’auto bianca con la capote di tela blu. A Maud piacevano le macchine e riconobbe subito la Benz 10/30 del cugino di Walter, Robert.”


 [foto: Wikipedia Benz 10/30 PS del 1914]

domenica 6 aprile 2014

Rolls-Royce Silver Ghost e dimora aristocratica inglese

(pag.45) "La sua Rolls-Royce Silver Ghost lo aspettava alla stazione di Aberowen. Con la moglie Bea al suo fianco, fu condotto a Ty Gwyn, la residenza di campagna, a un chilometro e mezzo di distanza. Scendeva una pioggerella leggera ma insistente cosa assai frequente in Galles."


[foto: globalcarbrands.com Rolls Royce Silver-Ghost]


Dimora aristocratica inglese
(pag.45) “In gallese “Ty Gwyn” significa “casa bianca”, ma il nome era diventato motivo di ironia. Come qualsiasi altra cosa in quella parte del mondo, l’edificio era coperto da uno strato di polvere di carbone, e i blocchi di pietra un tempo candidi adesso erano di un grigio scuro e sporcavano gli abiti delle signore che distrattamente sfioravano i muri.
Tuttavia era un edificio grandioso, e Fitz avvertì un moto d’orgoglio mentre l’auto risaliva silenziosa il viale d’ingresso. Ty Gwyn, la più grande dimora privata del Galles, aveva duecento stanze. Una volta, da bambino, insieme alla sorella Maud si era messo a contare le finestre: ne avevano individuate cinquecentoventitré. La casa era stata costruita da suo nonno, e la struttura a tre piani risultava assai armoniosa. Le finestre del pianterreno erano alte e lasciavano entrare molta luce nelle grandi sale di rappresentanza. Al primo piano c’erano decine di camere per gli ospiti e nella mansarda innumerevoli camerette per la servitù, rivelate da lunghe file di abbaini sui tetti aguzzi. I venti ettari di parco erano il grande vanto di Fitz, che dirigeva personalmente il lavoro dei giardinieri, sceglieva le piante, decideva le potature e cosa invasare. «Una casa degna della visita di un re» disse mentre l’auto si fermava accanto al portico maestoso.”