Blog realizzato come approfondimento per il corso di Storia della Tecnologia al Politecnico di Torino con lo scopo di analizzare elementi di tecnologia presenti in un classico della letteratura (romanzo storico).
(pag.672) “Grigorij
immaginò che quella sciocca proposta venisse liquidata con fermezza, invece gli
altri ministri l’accettarono, pur senza troppa convinzione. A quel punto scattò
in piedi e, senza un attimo di riflessione, disse: «Allora io accompagnerò i
ministri come osservatore del soviet di Pietrogrado».
«Molto bene, molto
bene» assentì Kerenskij stancamente.
Lasciarono il palazzo
da una porta laterale e salirono su due limousine Renault in attesa.”
[foto:herkomer-konkurrenz.de Renault Limousine del 1914]
(pag.611) “Walter von
Ulrich sognava di trovarsi su una carrozza a cavalli, diretto a un incontro con
Maud. La vettura, lanciata a folle velocità giù per una collina, sobbalzava sul
fondo stradale accidentato. Lui gridava: “Piano! Piano!” ma il cocchiere non lo
sentiva, assordato dal rumore degli zoccoli che curiosamente ricordava quello
del motore di una macchina. Malgrado questa stranezza, Walter era terrorizzato
che la carrozza, ormai fuori controllo, si schiantasse impedendogli di raggiungere
Maud. Cercava di ordinare al cocchiere di rallentare, e lo sforzo per gridare
lo svegliò.
In realtà era a bordo
di un’automobile, una Mercedes 37/95 Torpedo, che viaggiava a velocità moderata
su una strada piena di buche della Slesia.”
[foto:nethercuttcollection.org Mercedes 37/95
Phaeton-Torpedo del 1913]
(pag.443) “L’auto di Vyalov era una
Packard Twin Six nuova di zecca, una limousine per sette passeggeri. Gli altri
chauffeur erano colpiti: quel modello era stato lanciato sul mercato solo
qualche settimana prima e il suo motore a dodici cilindri era invidiato
addirittura da chi guidava una Cadillac V8.”
[foto: www.conceptcarz.com Packard
Twin Six del 1916]
(pag.433) “Quando lo videro dolorante
e senza forze, lo trascinarono giù per la scala e fuori dall'edificio. Una
Hudson blu aspettava accostata al marciapiede con il motore acceso. Gli uomini
aprirono la portiera posteriore e gettarono Lev sul fondo. Due di loro si
sedettero calpestandolo con i piedi, il terzo si mise alla guida.”
(pag.386) “«Generale[…]non
abbiamo abbastanza treni per trasportarli tutti là entro stasera.» [per trasportare i soldati al
fronte].
«Allora usate le auto»
replicò Gallieni.
«Le auto?» Dupuys
sembrava perplesso. «Dove troveremo così tante auto?»
«Noleggiate dei taxi!»
«Telefonate al capo
della polizia» aggiunse Gallieni. «Ditegli di ordinare ai suoi uomini di
fermare tutti i taxi circolanti in città, di buttare giù a calci i passeggeri e
di mandare qui gli autisti. Riempiremo le vetture di soldati e le manderemo sul
campo di battaglia.»
[..] Non dovette aspettare a lungo. Dopo qualche
minuto una Renault rossa adibita a taxi attraversò il ponte Alessandro III,
girò attorno al grande prato ornamentale e parcheggiò di fronte all’edificio
principale. Fu seguita da altre due auto, poi da una decina, poi da un
centinaio. Nel giro di un paio d’ore parecchie centinaia di taxi rossi identici
erano posteggiati all’Hotel des Invalides.”
(pag.374) “La sua
Cadillac azzurra era parcheggiata vicino al marciapiede. Sopra il cofano
sventolava una piccola Union Jack, la bandiera britannica. C’erano poche auto
private per le strade e la maggior parte aveva una bandiera, di solito un
Tricolore o una Croce rossa, per dimostrare che venivano impiegate per attività
di guerra essenziali.
Per fare arrivare da
Londra l’auto era dovuto ricorrere a tutte le sue conoscenze e aveva speso una
piccola fortuna in bustarelle, ma era contento di essersi preso la briga di farlo:
ogni giorno, infatti, doveva spostarsi fra il quartier generale inglese e
quello francese, ed era un sollievo non dover chiedere in prestito,
supplicando, una macchina o un cavallo dai militari già sotto pressione.
Premette l’accensione
automatica e il motore si avviò.”
L’accensione automatica delle automobili fu inventata nel
1912 ad opera della Cadillac. Precedentemente le automobili avevano avviamento
a manovella.
(pag.317) “Un centinaio
di metri più in là, dall’altra parte della strada, c’era un’auto bianca con la
capote di tela blu. A Maud piacevano le macchine e riconobbe subito la Benz 10/30
del cugino di Walter, Robert.”
(pag.45) "La sua Rolls-Royce Silver Ghost lo aspettava alla stazione di Aberowen. Con la moglie Bea al suo fianco, fu condotto a Ty Gwyn, la residenza di campagna, a un chilometro e mezzo di distanza. Scendeva una pioggerella leggera ma insistente cosa assai frequente in Galles."
Dimora aristocratica inglese (pag.45) “In gallese “Ty Gwyn” significa
“casa bianca”, ma il nome era diventato motivo di ironia. Come qualsiasi altra
cosa in quella parte del mondo, l’edificio era coperto da uno strato di polvere
di carbone, e i blocchi di pietra un tempo candidi adesso erano di un grigio
scuro e sporcavano gli abiti delle signore che distrattamente sfioravano i muri.
Tuttavia era un edificio grandioso, e Fitz
avvertì un moto d’orgoglio mentre l’auto risaliva silenziosa il viale
d’ingresso. Ty Gwyn, la più grande dimora privata del Galles, aveva duecento
stanze. Una volta, da bambino, insieme alla sorella Maud si era messo a contare
le finestre: ne avevano individuate cinquecentoventitré. La casa era stata
costruita da suo nonno, e la struttura a tre piani risultava assai armoniosa.
Le finestre del pianterreno erano alte e lasciavano entrare molta luce nelle
grandi sale di rappresentanza. Al primo piano c’erano decine di camere per gli
ospiti e nella mansarda innumerevoli camerette per la servitù, rivelate da
lunghe file di abbaini sui tetti aguzzi.I venti ettari di parco erano il grande
vanto di Fitz, che dirigeva personalmente il lavoro dei giardinieri, sceglieva
le piante, decideva le potature e cosa invasare. «Una casa degna della visita
di un re» disse mentre l’auto si fermava accanto al portico maestoso.”