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lunedì 26 maggio 2014

Appartamento nel Cremlino

(pag.977-978) “Al ritorno dalla guerra civile, Grigorij ritrovò Katerina, Vladimir e Anna nell’accogliente appartamento all’interno dell’enclave governativa nella vecchia fortezza del Cremlino. Per i suoi gusti, quel posto era fin troppo confortevole. L’intero paese era a corto di generi alimentari e carburante, ma nei negozi del Cremlino c’era abbondanza di tutto. Il complesso disponeva di tre ristoranti con chef istruiti in Francia e, con sgomento di Grigorij, camerieri che sbattevano i tacchi davanti ai bolscevichi, esattamente come avevano fatto al cospetto della vecchia nobiltà. Katerina portava i bambini alla nursery quando andava dal parrucchiere. Di sera i membri del comitato centrale si recavano all’opera a bordo di auto con chauffeur.
«Spero che non stiamo diventando la nuova aristocrazia» disse una sera Grigorij a Katerina, mentre erano a letto.”

domenica 25 maggio 2014

Bertrand Russell: "Teoria e pratica del bolscevismo"

(pag.975) “Quell’anno il filosofo Bertrand Russell visitò la Russia e scrisse un breve saggio intitolato Teoria e pratica del bolscevismo. Nella famiglia Leckwith il libro per poco non provocò un divorzio.
Russell si esprimeva in termini duri contro i bolscevichi. Ancora peggio, lo faceva da una prospettiva di sinistra. A differenza dei critici conservatori, non sosteneva che il popolo russo non avesse avuto il diritto di deporre lo zar, di distribuire le terre degli aristocratici ai contadini e di gestire le sue fabbriche. Anzi, Russell approvava tutto ciò. Attaccava i bolscevichi non perché i loro ideali fossero sbagliati, ma perché non riuscivano a realizzarli. Le conclusioni del filosofo non potevano quindi essere liquidate come propaganda avversaria.”

martedì 20 maggio 2014

Un anno dalla Rivoluzione d’Ottobre: nemici dall’esterno

(pag.868) “La rivoluzione invece aveva compiuto un anno e Grigorij non era mai stato preoccupato come in quel momento. La presa del Palazzo d’Inverno era sembrata la conclusione della lotta, ma in realtà ne aveva solo segnato l’inizio. I governi più potenti del mondo erano ostili ai bolscevichi. L’armistizio firmato quel giorno significava che da allora in poi quegli stessi governi avrebbero potuto concentrare la loro attenzione sull’obiettivo di distruggere la rivoluzione.”

lunedì 19 maggio 2014

Anacronismo dell’esercito russo

(pag.864) “sempre, pensò furibondo: quell’uomo era praticamente un bolscevico.
Il generale Boldyrev era un omone dall’aspetto impacciato. «Abbiamo mobilitato duecentomila uomini» disse a Fitz in tono orgoglioso. «Riesce a equipaggiarli?»
«Sono davvero impressionato» replicò Fitz, ma soffocò un sospiro. Quello era proprio il modo di pensare che aveva causato la sconfitta dell’esercito russo, composto da sei milioni di soldati, da parte di forze molto più esigue come quelle tedesche e austriache. Boldyrev portava persino le assurde spalline tanto amate dall’antico regime: grosse patacche rotonde con tanto di frange che lo facevano sembrare un personaggio di un’operetta comica di Gilbert e Sullivan. In russo, Fitz aggiunse: «Ma se fossi in lei rimanderei a casa metà dei coscritti».
Boldyrev era sconcertato. «Perché?». «Al massimo possiamo equipaggiarne centomila. E devono essere anche addestrati. Meglio avere un piccolo esercito disciplinato piuttosto che un ammasso di gentaglia pronta a ritirarsi o ad arrendersi alla prima opportunità.»”

Viaggio in Siberia. La transiberiana

(pag.856-857) “Billy aveva patito il freddo per tutto il tragitto: la stufa al centro della carrozza ferroviaria mitigava appena il gelo delle mattine siberiane. Avevano vissuto di pane nero e carne di manzo in scatola. Tuttavia per Billy ogni giorno era stato una rivelazione.
Non sapeva che al mondo ci fossero luoghi belli come il lago Bajkal. Il capitano Evans aveva detto che, da una sponda all’altra, era più lungo del Galles. Dal treno in corsa avevano ammirato il sole che sorgeva sull’acqua azzurra immobile, illuminando le cime delle montagne in lontananza, alte quasi duemila metri, e indorando la neve sulle vette.
Per tutta la vita avrebbe conservato gelosamente il ricordo di un’interminabile carovana di cammelli lungo la linea ferroviaria; le bestie cariche arrancavano pazientemente nella neve, ignorando il ventesimo secolo che sfrecciava accanto a loro in uno sferragliare di acciaio e uno stridio di vapore.”

[foto: Wikipedia Ferrovia transiberiana]

domenica 18 maggio 2014

Macchinista e fochista

(pag.856) “C’erano voluti ventitré giorni [di viaggio], malgrado un sergente armato si fosse appostato nella locomotiva per assicurarsi che il macchinista e il fochista mantenessero la velocità massima.”

sabato 10 maggio 2014

Scuola di artiglieria Michajlovskij

(pag.780) “Dall’emblema sulle loro uniformi capì che provenivano dalla scuola di artiglieria Michajlovskij; se ne stavano andando, portando con sé quattro pesanti cannoni. Grigorij non li fermò.”

[foto: Mikhailovsky Artillery School]

Nave posamine

(pag.778) “Alle due del pomeriggio vide finalmente la nave posamine Amur risalire la Neva con a bordo un migliaio di marinai da Kronstadt; i lavoratori di Pietrogrado si assiepavano sulle rive del fiume per acclamarli.”

[foto: www.icsm.it Nave posamine]

venerdì 9 maggio 2014

Preparazione all’attacco al Palazzo d’Inverno

(pag.777) “Non si potevano commettere errori.
L’atto finale della rivoluzione doveva essere decisivo, Grigorij ne era consapevole. Si assicurò che gli ordini fossero chiari e arrivassero a destinazione nei tempi dovuti. Il piano non era complicato, ma lui temeva che la tabella di marcia di Trockij fosse ottimistica. Il grosso della forza d’attacco sarebbe stato costituito da marinai rivoluzionari. La maggior parte arrivava, in treno o per nave, da Helsinki, il capoluogo della regione finnica. Partirono alle tre del mattino. Altri venivano da Kronstadt, l’isola a una trentina di chilometri dalla costa che ospitava una base navale.
Era previsto che l’attacco sarebbe stato sferrato a mezzogiorno.
Come un’azione di guerra su un campo di battaglia, avrebbe avuto inizio con un tiro di sbarramento dell’artiglieria: i cannoni della Fortezza di Pietro e Paolo avrebbero sparato al di là del fiume per abbattere le mura del palazzo, poi i marinai e i soldati avrebbero preso possesso dell’edificio. Trockij disse che tutto sarebbe finito entro le due, l’ora in cui sarebbe dovuto iniziare il Congresso panrusso dei soviet.

giovedì 8 maggio 2014

Autoblindo

(pag.752) “Raggiunse la sua caserma al di là del ponte, a breve distanza dall’istituto Smolnyj, e trovò le truppe già intente a prepararsi per combattere gli ammutinati di Kornilov. Scelse tre soldati rivoluzionari fidati e con loro attraversò la città in direzione sud su un’autoblindo guidata da un autista.”

[foto: kingscollections.com Una delle prime autoblindo della storia, 1915, facente parte della Royal Naval Air Service Armoured Car Division]

Samovar

(pag.745) “In un angolo sibilava un samovar, e una vecchia con lo scialle vendeva pesce affumicato e in carpione.”


[foto: www.dlc.fi Schema di un samovar]

(link descrizione)

Trincea russa

(pag.734-735) “Senza farsi notare, Walter studiò l’ambiente attorno a sé. La trincea, scavata malamente, aveva le pareti inclinate, non sostenute da puntelli di legno; il fondo accidentato, privo di un rivestimento di tavole, era fangoso persino d’estate. La trincea non seguiva neppure una linea retta, anche se probabilmente era un bene, visto che non disponeva di barriere di protezione contro i colpi d’artiglieria. C’era una puzza tremenda: di certo i soldati non sempre si scomodavano a raggiungere la latrina.
Cosa non funzionava in quei russi? Tutto quello che facevano era trasandato, disorganizzato, incompiuto.”

[foto: Wikipedia Una trincea russa vicino al Caucaso sul confine con l’Impero Ottomano]

mercoledì 7 maggio 2014

Il ministro “con il monocolo”

(pag.733) “Il popolo russo non voleva la guerra. L’annuncio di Pavel Miljukov – il ministro degli Esteri con il monocolo – che la Russia puntava ancora alla “vittoria decisiva” aveva riportato in strada fiumi di operai e soldati furiosi. Kerenskij, il giovane e istrionico ministro della Guerra a cui era stato affidato l’incarico della nuova offensiva, aveva reintrodotto nell’esercito la fustigazione e ristabilito l’autorità degli ufficiali. Ma i soldati avrebbero combattuto?”

Lo scrittore con l’espressione “il ministro degli Esteri con il monocolo” vuol forse far capire fra le righe l’anacronismo del personaggio politico che presenta, tra l’altro incaricato per la politica estera, simboleggiato da un suo accessorio, il monocolo, non più di moda.

Era scoppiata la rivoluzione. Fu istituito un governo provvisorio rivoluzionario e governato dal socialista Kerenskij. Tuttavia si trattò di un governo di coalizione guidato dalla borghesia e con l’intento di proseguire la guerra, assolutamente non condivisa dalla frangia più estremista dei bolscevichi e dal popolo ormai in ginocchio e che chiedeva “pane, pace e terra”. La Rivoluzione era presto destinata ad un ulteriore sviluppo.

martedì 6 maggio 2014

Casa aristocratica russa

(pag.672) “Grigorij non era mai stato nella casa di un ricco aristocratico, e per lui fu come entrare in un mondo di fiaba. Il grande palazzo era pieno zeppo di tesori: splendidi vasi, orologi elaborati, candelabri d’argento, soprammobili ornati di pietre preziose. Se fosse scappato via con una ciotola d’oro avrebbe potuto venderla e ricavarci tanti soldi da comprarsi una casa. Peccato che nessuno in quel momento comprasse ciotole d’oro: tutti volevano soltanto pane.”

lunedì 5 maggio 2014

Renault limousine

(pag.672) “Grigorij immaginò che quella sciocca proposta venisse liquidata con fermezza, invece gli altri ministri l’accettarono, pur senza troppa convinzione. A quel punto scattò in piedi e, senza un attimo di riflessione, disse: «Allora io accompagnerò i ministri come osservatore del soviet di Pietrogrado».
«Molto bene, molto bene» assentì Kerenskij stancamente.
Lasciarono il palazzo da una porta laterale e salirono su due limousine Renault in attesa.”

[foto: herkomer-konkurrenz.de Renault Limousine del 1914]

Luger P08 a canna lunga

(pag.659-660) “Con sgomento Grigorij scorse un bambino sui dieci anni sottrarre una rivoltella a un soldato privo di sensi. Era una semiautomatica Luger P08 a canna lunga, arma in dotazione all’esercito tedesco: il soldato doveva averla presa a un prigioniero al
fronte. Il bambino la reggeva con entrambe le mani, divertito, e la puntava contro l’uomo a terra. Quando Grigorij si avvicinò per togliergliela, lui premette il grilletto e una pallottola si conficcò con un colpo sordo nel petto del soldato ubriaco.”

[foto: il mondo delle armi]

Mosin - Nagant da cecchino

(pag.657-658) “Kozlov fece per girare il fucile, un classico Mosin-Nagant dotato però di cannocchiale. Era lungo circa un metro senza la baionetta, e lui non riuscì a puntarlo abbastanza in fretta.”

[Mosin-Nagant da cecchino]

domenica 4 maggio 2014

Polvere da sparo senza fumo

(pag.653) “Risuonò un altro colpo, e una donna vestita da operaia urlò stringendosi la spalla. Grigorij era certo che lo sparo fosse partito dalla chiesa, ma non vedeva fumo: ciò significava che la polizia aveva dotato i cecchini di munizioni con polvere da sparo senza fumo. Era una vera guerra.”


(link: vantaggio che diede in guerra)

Marcia delle donne a Pietrogrado, 8 Marzo 1917

(pag.645) “La giornata iniziò in modo tranquillo, ma Grigorij notò che alcuni operai si trovavano già in strada. Molte fabbriche erano chiuse perché mancava il combustibile per far funzionare motori a vapore e forni; altre erano in sciopero perché i dipendenti chiedevano aumenti di salario per far fronte ai prezzi sempre più alti, reclamavano il riscaldamento nei laboratori gelidi e le sbarre di sicurezza intorno ai macchinari pericolosi. Sembrava che quel giorno nessuno fosse andato a lavorare.”

[foto: thecharnelhouse.org Marcia delle donne a Pietrogrado, 8 Marzo 1917]

Il palazzo di Tauride, sede della Duma

(pag.640) “Il suo plotone fu mandato al Palazzo di Tauride, la maestosa residenza estiva di Caterina II, sede dell’ormai impotente parlamento russo, la Duma.”

[foto: Wikipedia Riunione della Duma ]

[foto: Wikipedia Palazzo di Tauride fotografato nel 1914]