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sabato 24 maggio 2014

Galleria degli specchi di Versailles e trattato di pace

(pag.939) “Finalmente entrò nella Galleria degli specchi, uno degli ambienti più grandiosi del mondo. La sala ha le dimensioni di tre campi da tennis allineati. Le diciassette lunghe finestre che danno sul giardino si riflettono negli specchi inseriti nei diciassette archi della parete opposta. Cosa più importante, quella era la stessa sala in cui nel 1871, al termine della guerra franco-prussiana, i tedeschi vittoriosi avevano incoronato il loro primo imperatore e costretto i francesi a cedere l’Alsazia e la Lorena. Ora i tedeschi stavano per essere umiliati sotto il medesimo soffitto a volta. E senza dubbio alcuni di loro sognavano già il giorno in cui sarebbe toccato a loro vendicarsi.”

[foto: indire.it Galleria degli Specchi]


venerdì 23 maggio 2014

Cocktail all’hotel Ritz di Parigi

(pag.896) “La incontrò al Ritz per un cocktail.
«Ma cosa sono i cocktail?» domandò Rosa.
«Liquori forti travestiti in modo da sembrare più rispettabili. Ti garantisco che sono molto alla moda.»”

[foto: Wikipedia Hotel Ritz di Parigi]

giovedì 22 maggio 2014

La Bohème

(pag.896) “Era tutto molto costoso, ma Gus aveva denaro. Aveva anche altri vantaggi: conosceva Parigi e parlava francese. Andò alle corse a Saint-Cloud, vide La Bohème all’Opéra e anche un audace musical dal titolo Phi Phi. E, poiché era nell’entourage del presidente degli Stati Uniti, veniva invitato a tutte le feste.”


Parigi distrutta

(pag.890) “A Maud camminare per Parigi faceva venire voglia di piangere. Lungo gli ampi viali c’erano montagne di detriti nei punti in cui erano esplose le bombe tedesche. Alle finestre dei grandiosi palazzi i vetri rotti erano sostituiti da assi di legno[…]. Le strade alberate erano deturpate dai vuoti lasciati da un vecchio noce o da un nobile platano, sacrificato per ricavarne legna. Metà delle donne era vestita a lutto e agli angoli delle strade soldati mutilati chiedevano l’elemosina.”

 [foto: Wikipedia Chiesa di San Gervaso, Parigi, 1918]

lunedì 28 aprile 2014

Fuoco di artiglieria

(pag.489-490) “Era pochissimo ciò che riusciva a raggiungere la linea del fronte, dato che i bombardamenti rendevano pericoloso ogni tentativo di avvicinamento. Gli uomini erano affamati e assetati. […]
Tra un bombardamento e l’altro le sentinelle erano costantemente all’erta. Gli altri sedevano vicino all’ingresso dei rifugi, pronti a scendere di corsa le scalette per cercare riparo sottoterra se i grossi calibri avessero riaperto il fuoco o a precipitarsi al parapetto della trincea per difendere la posizione nel caso in cui fosse arrivato l’attacco. Ogni volta le mitragliatrici dovevano essere trasportate sottoterra e poi riportate in superficie e risistemate nelle rispettive piazzole.”

[foto: storianotizie.blogspot.com Cannone tedesco della Grande Guerra]

[foto: soldatini.miniatures.de Cannone francese del 1914]

lunedì 21 aprile 2014

La tregua di Natale del 1914

 (pag.394-395) “Individuò due sergenti, uno inglese e l’altro tedesco, impegnati in una conversazione. Toccò sulla spalla l’inglese. «Tu!» disse. «Cosa diavolo stai facendo?»
L’uomo gli rispose con la parlata gutturale dei portuali di Cardiff. «Non so com’è successo esattamente, signore. Qualche crucco è salito sul parapetto, disarmato, e ha gridato “buon Natale” nella nostra lingua. Allora uno dei nostri ha fatto lo stesso, poi hanno cominciato a camminare andandosi incontro e in un batter d’occhio stavano imitando tutti il loro esempio.»
«Ma nelle trincee non è rimasto nessuno!» gridò Fitz infuriato. «Non vedete che potrebbe essere un trucco?»
Il sergente osservò la prima linea, da entrambi i lati. «No, signore, se proprio devo essere onesto, non posso dire di vederlo» rispose in tono gelido.
Quell’uomo aveva ragione. Com’era possibile che il nemico approfittasse del fatto che le truppe di prima linea dei due schieramenti avessero fraternizzato?
Il sergente indicò il tedesco. «Lui è Hans Braun, signore. Faceva il cameriere all’hotel Savoy di Londra. Parla inglese!»
Il sergente tedesco salutò Fitz. «Felice di fare la sua conoscenza, maggiore. Buon Natale.» Aveva meno accento del sergente di Cardiff. Gli porse una fiaschetta. «Le va un goccio di schnaps?»
«Santo cielo» disse Fitz, e se ne andò.
Non poteva farci niente. Sarebbe stato difficile mettere fine a una situazione del genere persino con l’appoggio di sottufficiali come il sergente gallese. Senza il loro aiuto, era impossibile. Decise che era meglio riferire l’accaduto a un superiore e lasciare che fosse qualcun altro a occuparsi di quel problema. […] I soldati cominciarono a giocare a calcio, Gran Bretagna contro Germania, impilando i berretti delle uniformi per fare i pali delle porte.”


[foto: informarexresistere.fr ]

Inizio della guerra di trincea e piano Schlieffen

(pag.389) “Subito dopo la battaglia della Marna, entrambi gli schieramenti cominciarono a scavare trincee. […]La battaglia decisiva dell’autunno si combatté per conquistare la città belga di Ypres, all’estremità occidentale del fronte, a trenta chilometri dal mare. I tedeschi attaccarono ferocemente in un disperato tentativo di aggirare il fianco dello schieramento inglese. I combattimenti infuriarono per quattro settimane. A differenza di tutte le battaglie precedenti, questa fu di posizione: entrambi gli eserciti restavano asserragliati nelle trincee per sfuggire all’artiglieria nemica e ne uscivano solo per compiere sortite suicide contro il fuoco delle mitragliatrici. Alla fine gli inglesi furono salvati dai rinforzi, che comprendevano un corpo di soldati indiani che tremavano di freddo nelle loro uniformi tropicali. Quando la battaglia finì, erano stati uccisi settantacinquemila soldati inglesi, e il corpo di spedizione era in ginocchio […] Gli eserciti nemici se ne stavano rintanati nelle rispettive trincee giorno dopo giorno, mangiando cibo scadente, soffrendo per la dissenteria, il “piede da trincea” e i pidocchi, e uccidendo di tanto in tanto i topi che prosperavano sui cadaveri sparsi nella terra di nessuno. C’era stato un periodo, all’inizio, in cui a Fitz era parso molto chiaro il motivo per cui la Gran Bretagna era entrata in guerra, ma ora non riusciva più a ricordarselo. ”
[foto: soldatiniestoria.blog.tiscali.it Soldati in una trincea]

[foto: glogster.com Topi uccisi in una trincea]

[foto: Wikipedia Uomo affetto da “piede da trincea”]

La Francia aveva fortificato tutto il confine con la Germania, ma non quello col Belgio. I Tedeschi decisero così di violare la sua neutralità e arrivare in Francia passando sul suo territorio, scavalcando le linee di difesa con lo scopo di condurre una guerra che portasse loro la vittoria in breve tempo. 

Renault taxi e "i taxi della Marna"

 (pag.386) “«Generale[…]non abbiamo abbastanza treni per trasportarli tutti là entro stasera.» [per trasportare i soldati al fronte].
«Allora usate le auto» replicò Gallieni.
«Le auto?» Dupuys sembrava perplesso. «Dove troveremo così tante auto?»
«Noleggiate dei taxi!»
«Telefonate al capo della polizia» aggiunse Gallieni. «Ditegli di ordinare ai suoi uomini di fermare tutti i taxi circolanti in città, di buttare giù a calci i passeggeri e di mandare qui gli autisti. Riempiremo le vetture di soldati e le manderemo sul campo di battaglia.»
[..]  Non dovette aspettare a lungo. Dopo qualche minuto una Renault rossa adibita a taxi attraversò il ponte Alessandro III, girò attorno al grande prato ornamentale e parcheggiò di fronte all’edificio principale. Fu seguita da altre due auto, poi da una decina, poi da un centinaio. Nel giro di un paio d’ore parecchie centinaia di taxi rossi identici erano posteggiati all’Hotel des Invalides.”

[foto: Wikipedia Renault Type AG]


["Taxis of the Marne", quadro di Brian Sanders]

(6 settembre 1914)

Fuga da Parigi

(pag.385) “Guidò più veloce che poté per i quaranta chilometri fino a Parigi, andando controcorrente rispetto al flusso di camion, auto e veicoli trainati da cavalli che lasciavano la città, stipati di persone e carichi di alte pile di bagagli, diretti a sud per sfuggire ai tedeschi.”


[foto: Wikipedia Rifugiati belgi nel 1914]

domenica 20 aprile 2014

Uniforme francese (non al passo con i tempi)

(pag.379) “Gallieni aveva installato il suo quartier generale in una scuola nelle vicinanze, il Lycée Victor-Duruy, nascosta in mezzo agli alberi. L’ingresso era piantonato da sentinelle in giubba azzurra, calzoni rossi e berretto rosso, uniformi molto più eleganti di quelle color fango degli inglesi. I francesi non avevano ancora capito che i moderni fucili di precisione rendevano necessario per i soldati mimetizzarsi nel paesaggio circostante.”

[foto: www.euro-t-guide.com]

sabato 19 aprile 2014

Cadillac

(pag.374) “La sua Cadillac azzurra era parcheggiata vicino al marciapiede. Sopra il cofano sventolava una piccola Union Jack, la bandiera britannica. C’erano poche auto private per le strade e la maggior parte aveva una bandiera, di solito un Tricolore o una Croce rossa, per dimostrare che venivano impiegate per attività di guerra essenziali.
Per fare arrivare da Londra l’auto era dovuto ricorrere a tutte le sue conoscenze e aveva speso una piccola fortuna in bustarelle, ma era contento di essersi preso la briga di farlo: ogni giorno, infatti, doveva spostarsi fra il quartier generale inglese e quello francese, ed era un sollievo non dover chiedere in prestito, supplicando, una macchina o un cavallo dai militari già sotto pressione.
Premette l’accensione automatica e il motore si avviò.”

L’accensione automatica delle automobili fu inventata nel 1912 ad opera della Cadillac. Precedentemente le automobili avevano avviamento a manovella.




[foto: carsguide.com.au Cadillac Model 30, 1912]

[avviamento]