(pag.939) “Finalmente entrò nella Galleria degli specchi, uno degli
ambienti più grandiosi del mondo. La sala ha le dimensioni di tre campi da
tennis allineati. Le diciassette lunghe finestre che danno sul giardino si
riflettono negli specchi inseriti nei diciassette archi della parete opposta.
Cosa più importante, quella era la stessa sala in cui nel 1871, al termine
della guerra franco-prussiana, i tedeschi vittoriosi avevano incoronato il loro
primo imperatore e costretto i francesi a cedere l’Alsazia e la Lorena. Ora i
tedeschi stavano per essere umiliati sotto il medesimo soffitto a volta. E
senza dubbio alcuni di loro sognavano già il giorno in cui sarebbe toccato a
loro vendicarsi.”
Blog realizzato come approfondimento per il corso di Storia della Tecnologia al Politecnico di Torino con lo scopo di analizzare elementi di tecnologia presenti in un classico della letteratura (romanzo storico).
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sabato 24 maggio 2014
venerdì 23 maggio 2014
Cocktail all’hotel Ritz di Parigi
(pag.896) “La incontrò
al Ritz per un cocktail.
«Ma cosa sono i
cocktail?» domandò Rosa.
«Liquori forti
travestiti in modo da sembrare più rispettabili. Ti garantisco che sono molto
alla moda.»”
giovedì 22 maggio 2014
La Bohème
(pag.896) “Era tutto
molto costoso, ma Gus aveva denaro. Aveva anche altri vantaggi: conosceva
Parigi e parlava francese. Andò alle corse a Saint-Cloud, vide La Bohème all’Opéra
e anche un audace musical dal titolo Phi Phi. E, poiché era nell’entourage del
presidente degli Stati Uniti, veniva invitato a tutte le feste.”
Parigi distrutta
(pag.890) “A Maud
camminare per Parigi faceva venire voglia di piangere. Lungo gli ampi viali c’erano
montagne di detriti nei punti in cui erano esplose le bombe tedesche. Alle finestre
dei grandiosi palazzi i vetri rotti erano sostituiti da assi di legno[…]. Le
strade alberate erano deturpate dai vuoti lasciati da un vecchio noce o da un
nobile platano, sacrificato per ricavarne legna. Metà delle donne era vestita a
lutto e agli angoli delle strade soldati mutilati chiedevano l’elemosina.”
lunedì 28 aprile 2014
Fuoco di artiglieria
(pag.489-490) “Era
pochissimo ciò che riusciva a raggiungere la linea del fronte, dato che i
bombardamenti rendevano pericoloso ogni tentativo di avvicinamento. Gli uomini
erano affamati e assetati. […]
Tra un bombardamento e
l’altro le sentinelle erano costantemente all’erta. Gli altri sedevano vicino
all’ingresso dei rifugi, pronti a scendere di corsa le scalette per cercare
riparo sottoterra se i grossi calibri avessero riaperto il fuoco o a
precipitarsi al parapetto della trincea per difendere la posizione nel caso in
cui fosse arrivato l’attacco. Ogni volta le mitragliatrici dovevano essere
trasportate sottoterra e poi riportate in superficie e risistemate nelle
rispettive piazzole.”
[foto: storianotizie.blogspot.com Cannone
tedesco della Grande Guerra]
[foto: soldatini.miniatures.de Cannone francese del 1914]
lunedì 21 aprile 2014
La tregua di Natale del 1914
(pag.394-395) “Individuò due sergenti, uno
inglese e l’altro tedesco, impegnati in una conversazione. Toccò sulla spalla l’inglese.
«Tu!» disse. «Cosa diavolo stai facendo?»
L’uomo gli rispose con
la parlata gutturale dei portuali di Cardiff. «Non so com’è successo
esattamente, signore. Qualche crucco è salito sul parapetto, disarmato, e ha
gridato “buon Natale” nella nostra lingua. Allora uno dei nostri ha fatto lo
stesso, poi hanno cominciato a camminare andandosi incontro e in un batter d’occhio
stavano imitando tutti il loro esempio.»
«Ma nelle trincee non è
rimasto nessuno!» gridò Fitz infuriato. «Non vedete che potrebbe essere un
trucco?»
Il sergente osservò la
prima linea, da entrambi i lati. «No, signore, se proprio devo essere onesto,
non posso dire di vederlo» rispose in tono gelido.
Quell’uomo aveva
ragione. Com’era possibile che il nemico approfittasse del fatto che le truppe
di prima linea dei due schieramenti avessero fraternizzato?
Il sergente indicò il
tedesco. «Lui è Hans Braun, signore. Faceva il cameriere all’hotel Savoy di
Londra. Parla inglese!»
Il sergente tedesco
salutò Fitz. «Felice di fare la sua conoscenza, maggiore. Buon Natale.» Aveva
meno accento del sergente di Cardiff. Gli porse una fiaschetta. «Le va un
goccio di schnaps?»
«Santo cielo» disse
Fitz, e se ne andò.
Non poteva farci
niente. Sarebbe stato difficile mettere fine a una situazione del genere
persino con l’appoggio di sottufficiali come il sergente gallese. Senza il loro
aiuto, era impossibile. Decise che era meglio riferire l’accaduto a un
superiore e lasciare che fosse qualcun altro a occuparsi di quel problema. […] I
soldati cominciarono a giocare a calcio, Gran Bretagna contro Germania,
impilando i berretti delle uniformi per fare i pali delle porte.”
[foto: informarexresistere.fr ]
Inizio della guerra di trincea e piano Schlieffen
(pag.389) “Subito dopo
la battaglia della Marna, entrambi gli schieramenti cominciarono a scavare
trincee. […]La battaglia decisiva dell’autunno si combatté per conquistare la
città belga di Ypres, all’estremità occidentale del fronte, a trenta chilometri
dal mare. I tedeschi attaccarono ferocemente in un disperato tentativo di
aggirare il fianco dello schieramento inglese. I combattimenti infuriarono per
quattro settimane. A differenza di tutte le battaglie precedenti, questa fu di
posizione: entrambi gli eserciti restavano asserragliati nelle trincee per
sfuggire all’artiglieria nemica e ne uscivano solo per compiere sortite suicide
contro il fuoco delle mitragliatrici. Alla fine gli inglesi furono salvati dai
rinforzi, che comprendevano un corpo di soldati indiani che tremavano di freddo
nelle loro uniformi tropicali. Quando la battaglia finì, erano stati uccisi
settantacinquemila soldati inglesi, e il corpo di spedizione era in ginocchio
[…] Gli eserciti nemici se ne stavano rintanati nelle rispettive trincee giorno
dopo giorno, mangiando cibo scadente, soffrendo per la dissenteria, il “piede da trincea” e i pidocchi, e uccidendo di tanto in tanto i topi che prosperavano sui
cadaveri sparsi nella terra di nessuno. C’era stato un periodo, all’inizio, in
cui a Fitz era parso molto chiaro il motivo per cui la Gran Bretagna era
entrata in guerra, ma ora non riusciva più a ricordarselo. ”
[foto: glogster.com Topi uccisi in una trincea]
[foto: Wikipedia Uomo affetto da
“piede da trincea”]
La Francia aveva
fortificato tutto il confine con la Germania, ma non quello col Belgio. I
Tedeschi decisero così di violare la sua neutralità e arrivare in
Francia passando sul suo territorio, scavalcando le linee di difesa con lo scopo di condurre una
guerra che portasse loro la vittoria in breve tempo.
Renault taxi e "i taxi della Marna"
(pag.386) “«Generale[…]non
abbiamo abbastanza treni per trasportarli tutti là entro stasera.» [per trasportare i soldati al
fronte].
«Allora usate le auto»
replicò Gallieni.
«Le auto?» Dupuys
sembrava perplesso. «Dove troveremo così tante auto?»
«Noleggiate dei taxi!»
«Telefonate al capo
della polizia» aggiunse Gallieni. «Ditegli di ordinare ai suoi uomini di
fermare tutti i taxi circolanti in città, di buttare giù a calci i passeggeri e
di mandare qui gli autisti. Riempiremo le vetture di soldati e le manderemo sul
campo di battaglia.»
[..] Non dovette aspettare a lungo. Dopo qualche
minuto una Renault rossa adibita a taxi attraversò il ponte Alessandro III,
girò attorno al grande prato ornamentale e parcheggiò di fronte all’edificio
principale. Fu seguita da altre due auto, poi da una decina, poi da un
centinaio. Nel giro di un paio d’ore parecchie centinaia di taxi rossi identici
erano posteggiati all’Hotel des Invalides.”
[foto: Wikipedia Renault Type AG]
(6 settembre 1914)
Fuga da Parigi
(pag.385) “Guidò più
veloce che poté per i quaranta chilometri fino a Parigi, andando controcorrente
rispetto al flusso di camion, auto e veicoli trainati da cavalli che lasciavano
la città, stipati di persone e carichi di alte pile di bagagli, diretti a sud
per sfuggire ai tedeschi.”
[foto: Wikipedia Rifugiati belgi
nel 1914]
domenica 20 aprile 2014
Uniforme francese (non al passo con i tempi)
(pag.379) “Gallieni
aveva installato il suo quartier generale in una scuola nelle vicinanze, il
Lycée Victor-Duruy, nascosta in mezzo agli alberi. L’ingresso era piantonato da
sentinelle in giubba azzurra, calzoni rossi e berretto rosso, uniformi molto
più eleganti di quelle color fango degli inglesi. I francesi non avevano ancora
capito che i moderni fucili di precisione rendevano necessario per i soldati
mimetizzarsi nel paesaggio circostante.”
[foto: www.euro-t-guide.com]
sabato 19 aprile 2014
Cadillac
(pag.374) “La sua
Cadillac azzurra era parcheggiata vicino al marciapiede. Sopra il cofano
sventolava una piccola Union Jack, la bandiera britannica. C’erano poche auto
private per le strade e la maggior parte aveva una bandiera, di solito un
Tricolore o una Croce rossa, per dimostrare che venivano impiegate per attività
di guerra essenziali.
Per fare arrivare da
Londra l’auto era dovuto ricorrere a tutte le sue conoscenze e aveva speso una
piccola fortuna in bustarelle, ma era contento di essersi preso la briga di farlo:
ogni giorno, infatti, doveva spostarsi fra il quartier generale inglese e
quello francese, ed era un sollievo non dover chiedere in prestito,
supplicando, una macchina o un cavallo dai militari già sotto pressione.
Premette l’accensione
automatica e il motore si avviò.”
L’accensione automatica delle automobili fu inventata nel
1912 ad opera della Cadillac. Precedentemente le automobili avevano avviamento
a manovella.
[foto: carsguide.com.au Cadillac
Model 30, 1912]
[avviamento]
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